Etichetta: Bedroom Community | Anno: 2009 | Genere: Ambient, Drone

Gelo dicevo. Freddo. Il freddo che si sente in Islanda. Il freddo che un Neozelandese di nascita può provare trasferendosi ed assaporando i ghiacci che circondano Reykjavik.

Mai come in questo disco la componente paesaggistica e climatica è importante per capire i suoni che ci gelano le orecchie e da li fino ad ogni singola appendice del nostro corpo. Fin dentro le membra. Può un disco cambiarci di umore? Si, direi di si. Può un disco farci provare sensazioni forti? Anche qui mi sento di asserire. Ma può un disco farci sentire freddo? Gelo? Brividi? By The Throat ci riesce pienamente.

Ma non è solo freddo. Dicevo che oltre alla componente climatica ha un ruolo rilevante anche quella paesaggistica, e qui mi viene in aiuto la prima, devastante, traccia del disco. Killshot. Colpi di pistola (fucile?) sonici squarciano il disco, e le tue orecchie. Ma non è rumore fine a se stesso. I colpi sono indirizzati a qualcuno, a qualcosa. Si sente della neve, si vede della neve, una tormenta. e dei colpi di pistola. (ok, non mi sono fatto nessuna canna, nè altre droghe, lo giuro.).

Non amo le recensioni che raccontano il disco canzone dopo canzone. Li fanno sembrare (i dischi) un insieme di singoli, tra loro slegati. Ma qui non è cosi. C’è una storia. E’ li davanti a te, semplice e lampante. Come i Carpazzi pieni di lupi pronti a sbranarti del secondo pezzo. Come i battiti del cuore che si fermano sul terzo. Non so se io e Ben Frost ci facciamo le stesse droghe, o abbiamo lo stesso spacciatore, ma io vedo il suo disco. Ed è gelido e spietato. Con le mie orecchie in primis. Ma non mira solo a loro. Va molto più in fondo.

Quanto in fondo lo lascio scoprire a voi, se avrete il coraggio di ascoltarlo al buio delle vostre stanze, sotto il caldo delle coperte. Basta che fuori nevichi. Ma anche no. Basta il disco a far nevicare.

Ahhh, leggendo in giro pare che nessuno si sia accorto (almeno tra i recensori italiani) che le ultime 3 canzoni del disco “Through the Glass of the Roof”, “Through the Roof of Your Mouth”, “Through the Mouth of Your Eye” sono uno dei versi della canzone Disintregration dei Cure (canzone cha amo alla follia e che mi fa adorare ancora di + questo Ben Frost!!!)

P.S.:

questo NON è uno di quei dischi di ambient da ascoltare distrattamente.

Se volete anche voi le mie “visioni” lo dovete ascoltare con attenzione (e con le cuffie preferibilmente).

Infine, un po di recensioni migliori della mia:

Ondarock

“By The Throat” è prima di tutto un’esperienza che va al di là del semplice ascolto. È il transito in una foresta tenebrosa, l’immersione in un’angoscia torbida che travalica l’esperire umano. Ben Frost dipinge un cielo carico di nubi dalle tinte funeree. La fine non è mai stata così vicina.

indieforbunnies

”By The Throat” è il canto dell’ultima balena spiaggiata, un corpo lucido disegnato nei nei fluidi intrappolato su un manto di ruvida sabbia nera. E’ in quell’ occhio buio e antico come la notte, fisso per la prima volta su un cielo plumbeo di composti chimici. Sola, intorno un muto corteo funebre di buste di plastica e flaconi con facce di bambini sorridenti. Noi siamo il pianeta che sta morendo.

Voto al Disco

GiampaoloM

Ascolto Musica, vado a Concerti, Scatto foto. Vivo a Roma.