Volevo scrivere qualcosa su IOSONOUNCANE e la sua “Macarena su Roma”. Ma come faccio a non essere accusato come al solito di essere un esagerato? Un esagitato tutto punti esclamativi e superlativi assoluti? Non  posso davvero perchè Jacopo Incani (La persona dietro IOSONOUNCANE) è davvero un Genio. Ok, magari esagero come al solito, ma ascoltatevi “il corpo del reato” o “la Macarena su Roma” e poi parliamone.

Parliamo dei testi crudi. Come dei pugni nello stomaco. Delle storie che racconta. Spaccati dell’Italia di oggi. Senza peli sulla lingua ci canta della morte degli operai della Thyssenkrupp (Torino Pausa Pranzo), degli immigrati che sbarcano sulle nostre coste (Summer on a Spiaggia Affollata), della situazione dei Call Center (Gramsci). Le storie sono sempre a fuoco, lucide, dei veri e propri racconti. Con Jacopo che si immedesima nei vari personaggi del suo surreale mondo (che tanto surreale non è…).

Ma IOSONOUNCANE non è solo un “cantautore” molto bravo, quello che colpisce (oltre ai testi) sono le musiche che usa. Jacopo si vede che si diverte a sperimentare, e gli stili che contraddistinguono i pezzi dell’album sono variegati. Dall’elettronica (anche alla “Flying Lotus” come ne “Il Ciccione”) alla psichedelia con quei suoi campioni che sovrappone alle basi folk.

Non mi dilungo perchè sono gia in molti, tanti, ad averne scritto e bene di questa “Macarena su Roma”, quindi vi lascio a chi sa scrivere meglio di me.

Storia della musica

Non si può restare indifferenti di fronte ad una personalità così imponente. Il classico “cavallo di razza”, anzi “cane di razza”, originale e particolare, rispetto al quale non credo possano esistere le mezze misure: o lo si ama alla follia, o lo si odia violentemente. Io folleggio già d’amore. ATTENTIALCANE!

Rockit

“La Macarena Su Roma” è un disco importante. Non perché racconta la tragedia politica del nostro paese, ma perché rappresenta benissimo il Tutto Quello Che Sei In Ogni Cosa Che Fai. Non parlo solo di onestà, Iosonouncane riesce benissimo a tradurre sé stesso nelle sue canzoni: l’odio, il voler essere a tutti costi urticante.

Sentire Ascoltare

Nessuna retorica, nessun nichilismo da generazione zero, nessuna pretesa di rappresentare qualcosa o qualcuno, se non il diretto interessato. Un’individualità in bilico tra tragedie reali (Il corpo del reato), scenari onirici disciolti in stile Dalì (Il ciccione), autobiografia (Il sesto stato) e improbabili macchiette calcistiche (Il famoso goal di mano) capace di generare uno dei migliori esordi dell’anno.

Vitaminic

Un disco visionario e caleidoscopico che non si può ridurre ad una sola canzone bella (ma al limite a due sole prescindibili); dodici tracce in cui  – finalmente – nessuno si può riconoscere, ma tutti si possono vedere attraverso una lente deformante.

Indie for bunnies

“La Macarena Su Roma” è un disco moderno perché affonda le sue radici negli ascolti dei nostri cantautori, più volte citati nei titoli e nelle liriche (De AndrèBattiatoGaberDalla) ma pure di certo beat Sixties (ByrdsKinksBeatles) ma non va dimenticata l’elettronica e il dubstep contemporanei (FenneszBurial). E’ un disco politico perché non prescinde dalla cronaca infima eppure sa andare oltre, laddove per oltre si intende scavare nel fango dei nostri tempi bui.

Acidiviola

Un esordio da ascoltare assolutamente, anche perché “…se ti perdi tutto questo, sei proprio un fesso”, lasciatelo dire…

Voto al Disco

GiampaoloM

Ascolto Musica, vado a Concerti, Scatto foto. Vivo a Roma.

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