Etichetta: Yellow Electric | Anno: 2011 | Genere: Ambient

Visto che è un po che non scrivo nulla di nuovo eccomi pronto a condividere con voi un disco (anzi, un doppiodico), Dream Loss, che tale Liz Harris (in arte, appunto, Grouper) ha inciso per me.

Si, proprio per me. Perché questo disco è stato fatto mettendo insieme alcuni dei suoni che più gradisco e non posso non pensare che la sua sia stata una scelta mirata a farmi felice.

In pratica la tipa ha fatto un album in cui canta come nei migliori dischi gotici, un canto lisergico, un vero e proprio mantra. La sua voce arriva da lontano, come se avesse registrato le tracce vocali cantando, salmodiando, dal cuore di una fitta foresta lasciando tuttavia il microfono nel sottobosco, al limitare dei primi alberi.

Poi ci ha messo delle basi glitch, come se fossero state fatte da Tim Hecker in persona. Quindi, per chi non conosce il mio idolo Tim, si parla di droni che si rincorrono all’infinito, ambient music espressa al suo meglio.

A questo popò di roba metteteci che tutta la produzione è contraddistinta da un’attitudine… come dire… In pratica la registrazione fa letteralmente CAGARE.

Manco fosse un disco di un gruppo black metal degli anni d’oro.

Si sentono un sacco di fruscii e mi era venuto il serio sospetto che quello che stavo ascoltando era una registrazione da fonte non digitale (vi ricordate quando per duplicare una cassetta in assenza di doppia piastra si metteva uno stereo davanti all’altro, uno con il microfono ed uno con la cassetta? ecco, stesso effetto).

Sta di fatto che anche questa caratteristica non fa che accrescere ulteriormente il fascino e la magia (nera) di questo disco. ed è l’ennesima conferma che il disco sia stato scritto per me medesimo.

Ascoltatelo e ditemi se non è vero.

Ok, ora torno a riascoltarmelo perchè ormai è diventata una vera e propria droga per me, non riesco a farne a meno.

Voto al Disco

GiampaoloM

Ascolto Musica, vado a Concerti, Scatto foto. Vivo a Roma.

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