Label: Type | Anno: 2005 | Genere: Modern Classical, Ambient, Drone

Chi lo avrebbe detto che sarebbe stato disco del 2005 una delle sorprese ambient di questo 2018. Un disco d’esordio e anche unico disco di Julien Neto. Uno di quei dischi unici e rari che solo grazie ai moderni mezzi di diffusione musicale (leggasi Spotify ed affini) possono essere scoperti e riportati alla luce.

Ma dicevamo di questo disco che risulta essere uno strano connubio tra Modern Classical ed ambient drone. Ovvero c’è un alternanza tra pezzi classici ricoperti da una densa patina elettronica (su tutti la splendida VI, ma impossibile non citare anche la funerea Voy) mischiati da brani più puramente ambient come la successiva IV o V, dove riverberi e glitch sono orchestrati con un tocco classico, ma sempre di droni si parla.

Il disco si giostra con maestria tra questi due opposti, affascinando l’ascoltatore con le sue melodie armoniose e sporche. Con delicate carezze di piano spezzate da bassi dub e inserti elettronici. Glitch e melodia.

La qualità complessiva del disco stupisce. La maestria con la quale Julian Neto cattura l’ascoltatore, sempre in punta di piedi, senza accelerazioni, seguendo un proprio percorso musicale è innegabile.

È un lavoro estremamente omogeneo, senza baratri di vacuità ma neppure momenti d’accelerazione, il fluttuare delle note segue infatti (e l’autore stesso a confessarcelo) un proprio corso narrativo, come un libro senza parole.sentireascoltare

Ovviamente, tutto il disco, come da miei personali gusti, è pervaso da una vena malinconica profonda e totalizzante. Un disco da ripescare e consumare.

Voto al Disco

GiampaoloM

Ascolto Musica, vado a Concerti, Scatto foto. Vivo a Roma.

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