Anno: 2021 | Label: Artificial Pinearch Manufacturing | Genere: modern classical, ambient

Dopo due anni dallo splendido “A undivided Five”, torna il duo composto da Dustin O’Halloran e Adam Wiltzie con una nuova fatica, questa volta ispirata alle città invisibili di Calvino. Ancora una volta le melodie sono costruite con un sapiente mix di pianoforte e archi ma, a differenza del precedente disco, questa volta l’ossatura Modern classical è sporcata da rilevanti sfumature di elettronica. Bassi imperiosi. Glitch e texture dissonanti.

Il risultato è, per me che sono un grande amante dell’ambient glitch, splendido. Quello che il disco perde in ariosità ed epicità, ne guadagna in intensità e carica emozionale. Se possibile i brani sono ancora più coinvolgenti. In grado di rapire l’ascoltatore. La componente elettronica si innesta magistralmente in ogni brano, esaltando ancora di più l’essenza stessa delle splendide melodie, alla base di ogni composizione.

Certo, a differenza del precedente disco, dove il piano e le partiture orchestrali la facevano da padrone, qui gli innesti elettronici si fanno sentire. Ma, come detto, questo non fa che accrescere, a mio parere, la bellezza e complessità del disco. Sporcando la solennità dei passaggi melodici del pianoforte, amplificando la cristallina bellezza degli archi, distorti dall’incedere dei droni.

Non mancano tuttavia pezzi più tradizionalmente classici (The Divided City, The Celestial City), anche se nel complesso prevale la vena più cupa e intima, come l’iniziale So That The City Can Begin To Exist. O quella più sporcata da droni come There Is One Of Which You Never Speak. Per non parlare della liturgia di droni del pezzo finale.

Il disco risulta essere, ne un album di modern classical, ne di ambient glitch, perseguendo una linea musicale tutta sua. Un percorso unico che unisce sapientemente i due mondi, senza scontentare, secondo me, nessuno dei due. Il finale del disco con la splendida e devastante Total Perspective Vortex è la sintesi di questo percorso, dove l’elettronica sembra prendere il sopravvento ma… ma alla fine cala la quiete.

On Invisible Cities, their established neoclassical-ambient template is perfectly intact, with wide, spreading basses on the bottom, distorted melodies sharply etching the high end, and soft harmonies shifting in the abyssal middle. The tempo is solemn, the pacing regal, the mood perpetually expectant. The hopeful uncertainty of O’Halloran’s piano lends human scale to towers of holy drones and fuming strings. But there are more varieties of motion and force here than their imperious stasis usually allowsPitchfork
Il duo statunitense formato dai compositori Dustin O’Halloran e Adam Wiltzie  ha progettato 13 brani tecnicamente eccelsi, connessi a quanto già gustato nelle loro incantevoli pubblicazioni precedenti. A Winged Victory For The Sullen ha ormai assunto lo status di culto nel panorama ambient e modern classical e l’accostamento della loro opera a capostipiti del settore risulta quanto mai doverosoOndarock

Canzoni Consigliate: So That The City Can Begin To Exist; Every Solstice & Equinox; Total Perspective Vortex


GiampaoloM

Ascolto Musica, vado a Concerti, Scatto foto. Vivo a Roma.

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