Without The World è un album di delicate poesie sussurrate su basi eteree e ipnotiche. L’effetto che ne risulta è quella di una perenne ninna nanna. Ma l’album non è solo nenie soporifere e identiche a loro stesse. Brani come “Fantastic Frown” sono l’esempio di come sia possibile creare dei brani perfettamente in bilico tra atmosfere ambient e melodie dolcemente folk.
Gil Scott-Heron – I’m New Here (2010)
La prima cosa che ti colpisce del disco è il contrasto tra la voce calda e consumata di Gil e le basi beat / electro che a volte sembrano venir fuori da qualche locale di Bristol (epoca trip-hop). Questo connubio, che all’inizio può sembrare quantomeno azzardato ha, invece, un suo perché. Crea un’atmosfera cupa. Ovattata e fumosa. Asseconda la voce stanca di Gil.
Sufjan Stevens – Illinois (2005)
Sufjan è un eclettico cantautore americano. Un altro, direte voi. Si, un altro. Considerate tuttavia, che dopo un esordio quando era al college con un cd caciarone di elettronica sgangherata (e piuttosto cacofonica e discutibile) il buon Sufjan decide di cimentarsi in un compito facile facile, ovvero comporre un album per ciascun stato americano (considerate [...]



























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